Non è da oggi che scopriamo quanto sia diventato importante realizzare un valido intervento di isolamento termico, non solo per la nostra abitazione ma anche per il nostro benessere personale. 

Isolare termicamente la casa consente di percepire un miglioramento sensibile, sia dal punto di vista del benessere termico percepito all’interno dell’edificio, sia economicamente, con un risparmio che ne consegue grazie al minor utilizzo di riscaldamenti, deumidificatori o condizionatori.

Isolamento Termico: scegliere i giusti materiali

Ogni casa presenta le sue caratteristiche peculiari, di conseguenza la scelta del materiale con il quale isolare le pareti, il sottotetto o il tetto, non è così scontata come sembra.

Quali sono, dunque, gli aspetti da considerare per non sbagliare nella scelta dell’isolante?

Prima di tutto è sempre bene affidarsi a chi è realmente professionista del settore, onde evitare brutte sorprese. 

Solitamente chi non lavora nel campo delle coibentazioni termiche non ha una conoscenza approfondita dei materiali, di conseguenza non si può realmente sapere quale materiale è più adatto per la casa nella quale abitiamo. 

In ogni caso ci sono delle possibilità di informarsi correttamente, ad esempio leggendo le schede tecniche di tutti i prodotti in commercio, all’interno delle quali si possono trovare le caratteristiche peculiari di ogni isolante.

Conducibilità termica e traspirabilità

Isolamento Termico: scegliere i giusti materiali

Un aspetto sul quale sarebbe opportuno soffermarsi nell’analisi della scheda di un materiale è senza dubbio la conducibilità termica registrata

Questo è un valore che definisce come si comporta un materiale durante la trasmissione del calore: materiali che hanno una buona capacità di isolamento termico presentano un valore di conducibilità piuttosto basso.

Un valore assolutamente interessante è quello registrato dalle resine ureiche espanse, con un λ (unità di misura della conducibilità termica) pari a 0,031, seguito da lana di vetro con 0,036 e fibra di cellulosa con 0,040. Valori non particolarmente soddisfacenti, di contro, sono ad esempio quelli riscontrati sull’argilla espansa (λ pari a 0,090), o del truciolato di legno (λ pari a 0,050).

Un altro valore da considerare è la traspirabilità del materiale isolante, senza dubbio fondamentale; se dovete scegliere da soli il materiale, controllate il valore del fattore di traspirazione che viene assegnato ad ognuno di essi. 

Un valore particolarmente basso è ottimo segno, vuol dire che quel materiale ha un alto livello di traspirazione e consente di garantire il corretto smaltimento dell’umidità all’interno dell’abitazione. 

Buoni livelli di traspirabilità si riscontrano, ad esempio, in isolanti come lana di vetro o lana di roccia (compresi tra 1 e 2), ma assolutamente valido è anche il fattore di traspirazione della resina ureica espansa, con un valore pari a 8,87, molto migliore rispetto a materiali molto conosciuti come il sughero (15), il polistirene espanso estruso o il poliuretano a celle chiuse.

Altro aspetto che si può considerare è sicuramente la capacità del materiale di essere riciclabile e biodegradabile (sono stati introdotti dei severi criteri ambientali minimi, che devono essere rispettati dal materiale lungo tutto il ciclo di vita del prodotto, quindi dalla sua produzione fino allo smaltimento finale.

Importante è, infine, l’atossicità, la repellenza verso insetti e roditori, la non infiammabilità, e ovviamente anche la capacità di mantenere un buon livello di isolamento acustico, oltre che termico.

Materiali isolanti per coibentare le intercapedini di casa

Isolamento Termico: scegliere i giusti materiali

Isolare un appartamento comporta la realizzazione di interventi che puntano alla minimizzazione dei fenomeni di dispersione termica, in particolare in quei punti sensibili, come il sottotetto, i cassonetti degli avvolgibili, le pareti interne. 

Se abitate in case di almeno 30 o 40 anni, quasi sicuramente troverete all’interno di una delle pareti un’intercapedine, ossia uno spazio vuoto tra le mura perimetrali pensato per ideare una sorta di barriera con l’ambiente esterno. 

Sfortunatamente si è ormai consapevoli che l’elevato spessore di queste intercapedini, non solo non aiuta a minimizzare le dispersioni termiche, anzi in certi casi contribuisce a peggiorarle

Ecco perché isolare il vuoto in esso presente è quanto mai importante!

Quali materiali propone il mercato per il riempimento di un’intercapedine?

Un materiale isolante particolarmente inflazionato è la fibra di cellulosa. In realtà la sua alta capacità di assorbire umidità, soprattutto dove i muri hanno interstizi che non sono perfettamente stuccati, lo rende poco adatto per un intervento di isolamento dell’intercapedine. 

Si tratta quindi di un prodotto che non è il caso di utilizzare né al piano terra (dove la capacità di assorbimento dell’umidità è maggiore), né in generale in tutte le aree dove vi è un contatto diretto con l’umidità.

Un altro materiale di cui si sente parlare spesso è il polistirolo in perle. Si tratta sicuramente di un ottimo materiale isolante, ma per questo genere di intervento è poco adatto, in quanto l’isolante viene letteralmente “insufflato” con un apposito macchinario, fino al riempimento del vuoto. 

Trattandosi di un materiale in forma solida e definita, per giunta delle vere e proprie micro-palline, è molto difficile che si possa ottenere un riempimento totale di ogni spazio. Inoltre, in caso di foratura della parete per qualsiasi motivo, rischiamo di ritrovarci con una fuoriuscita di palline per tutta la stanza.

Meglio pensare ad altro.

Un prodotto che sembra davvero rappresentare un ottimo compromesso tra capacità di riempimento e potere isolante, è l’isolante sotto forma di schiuma. Il poliuretano, in tal senso, rappresenta un’ottima alternativa, ma se volessimo consigliarlo per un intervento di isolamento, diremmo che è più semplice sfruttarlo per isolare un sottotetto. Si tratta, difatti, di un prodotto ad alta densità e a celle chiuse, quindi poco traspirante.

La soluzione ideale è puntare su schiume espanse traspiranti, come ad esempio le resine ureiche, dall’ottima conducibilità termica e dall’alto potere traspirante. 

I migliori prodotti di questa categoria di isolanti, come ISOFOR, garantiscono un isolamento immediato già nel breve periodo, garantendo il completo riempimento dell’intercapedine, oltre a tutta una serie di caratteristiche che abbiamo già avuto modo di verificare, come la non infiammabilità, l’alto potere isolante sul piano acustico, il rispetto dei criteri minimi ambientali necessari per accedere anche a detrazioni fiscali importanti, come il 110%.

Quale che sia la scelta, la cosa migliore da fare resta comunque quella di affidarsi a chi il settore lo conosce realmente e ha modo di analizzare con calma ogni aspetto della vostra problematica di isolamento, consigliandovi il materiale e la tecnica migliore per l’edificio in questione.